Diverse sono le condizioni che possono causare una riduzione qualitativa o quantitativa del nostro sonno, tra queste il dolore รจ una delle piรน frequenti. Ciรฒ รจ particolarmente vero nelle persone anziane che frequentemente sono affette da patologie croniche reumatologiche, ortopediche o neurologiche che causano un dolore cronico.
Fino alla seconda edizione della classificazione internazionale dei disturbi del sonno (ICSD II, 2005), quando il dolore era la principale causa dellโinsonnia, questโultima veniva considerata secondaria al dolore. Con lโICSD III non si parla piรน di insonnia secondaria perchรฉ si รจ riconosciuto che lโinsonnia, indipendentemente da possibili cause che lโhanno determinata, sviluppa poi un andamento indipendente e puรฒ persistere anche quando la causa scatenante si รจ risolta. Si parla quindi di condizioni di comorbiditร ed รจ noto che molto spesso non solo una patologia puรฒ essere causa di insonnia, ma lโinsonnia stessa funge poi da fattore aggravante della condizione che lโha determinata. Questo รจ particolarmente vero nel rapporto tra sonno e dolore, due delle condizioni piรน frequenti nella popolazione generale. Si stima che nei paesi Europei 1/5 della popolazione soffra di dolore cronico (Ohayon MM, J Psychiatr Res 2005), mentre lโinsonnia cronica si riscontra in circa il 10-15% della popolazione (National Institutes of Health. Sleep. 2005).
Tra le condizioni dolorose croniche che piรน spesso si associano ad un disturbo del sonno abbiamo le patologie reumatiche (osteortrite, artrite reumatoide, fibromialgia, low back pain), patologie neurologiche (dolore neuropatico, sclerosi multipla, cefalea), dolori viscerali (ulcera duodenale, sindrome del colon irritabile), dolore oncologico, dismenorrea.
Anche un dolore acuto puรฒ essere causa di insonnia, ma generalmente รจ di tipo transitorio e si risolve trattando il dolore. Al contrario, nel dolore cronico il disturbo del sonno tende a persistere ed a sviluppare un andamento indipendente.
Secondo il modello delle 3P di Spielman (fig. 1) (Spielman A. J. et al., Psychiatr. Clin. North Am., 1987b), lโinsonnia riconosce tre fattori che possono determinare la sua comparsa e la sua persistenza nel tempo. Esistono fattori Predisponenti, quali etaฬ, genere, familiaritaฬ, caratteristiche individuali, che ne favoriscono lโinsorgenza; fattori Precipitanti, come stress, lutti, proccupazioni, malattie che causano il manifestarsi dellโinsonnia; fattori Perpetuanti, come comportamenti e credenze disfunzionali , che ne determinano la cronicizzazione.
Il dolore puรฒ rappresentare non solo il fattore scatenante dellโinsonnia, ma anche il fattore perpetuante che contribuisce in modo significativo al persitere del disturbo. Le interferenze che il dolore ha sul sonno sono molteplici e ne modifica in modo significativo molti parametri (Mease P. J Rheumatol Suppl 2005). Si puรฒ avere una riduzione quantitativa, con difficoltร ad addormentarsi (aumento di latenza), cosรฌ come una difficoltร a mantenere il sonno con aumento dei risvegli infrasonno e quindi una ridotta efficienza del sonno. Una riduzione del sonno profondo (stadio3 N-REM) e della fase REM, un aumento dei microrisvegli (arousals) ed del CAP rate (Rizzi M. et al, J Rheumatol, 2004), sono tutti indici di un peggioramento qualitativo del sonno.
A sua volta lโinsonnia esercita un effetto negativo sul dolore, infatti รจ dimostrato che ne aumenta la percezione, ne riduce la tolleranza, favorisce la sensibilizzazione centrale e riduce gli effetti della modulazione discendente, ne peggiora il vissuto (Menefee L. et al., Clin J Pain, 2000, Affleck G. et al., Pain 1996).
Appare chiaro che tra sonno e dolore vi sia un rapporto bidirezionale che condiziona sia la gravitร che lโevoluzione a distanza di entrambe le condizioni. Eโ quindi sempre necessario nei casi di comorbiditร effettuare un trattamento specifico sia del dolore che dellโinsonnia.
Per lโinsonnia diverse sono le possibilitร terapeutiche, sia esse educazionali, farmacologiche, psicoterapiche. Innanzitutto vanno messe in atto quelle regole che aiutano un buon sonno e che sono indicate generalmente come igiene del sonno. Non raramente si hanno comportamenti e stili di vita che interferiscono con il sonno e che sono alla base della cronicizzazione dellโinsonnia. Eโ quindi necessario educare i pazienti a riconoscere lโimportanza del sonno e a rispettarne le regole.
Numerose sono anche le terapie farmacologiche (prodotti che favoriscono il rilassamento, melatonina, benzodiazepine, antidepressivi, neurolettici di nuova generazione, ecc.) che vanno attentamente valutate sul singolo paziente in base al tipo di insonnia (iniziale, centrale o terminale), alla sua gravitร , allโutilizzo di altre sostanze, alla presenza di comorbiditร . Nel caso di comorbiditร tra sonno e dolore possono essere indicate quelle sostanze che possono agire favorevolmente su entrambe le condizioni (es.: antiepilettici e antidepressivi).
La terapia farmacologica vร comunque personalizzata perchรฉ ciรฒ che chiamiamo genericamente insonnia si manifesta con diversi quadri clinici e la risposta al trattamento puรฒ variare da paziente a paziente.
Anche la psicoterapia cognitivo comportamentale si รจ dimostrata efficace sia sul breve che sul lungo periodo ed ha il vantaggio di non presentare effetti collaterali (Irwin M. et al., Health Psychol., 2006, Riemann D. et al., Sllep Med. Rev., 2009). Nella pratica clinica non รจ ancora molto utilizzata perchรฉ necessitร di maggior impegno, si debbono effettuare piรน sedute per diversi mesi e non sono ancora molti i terapeuti che si occupano di questo tipo di trattamento.
